Si stava seduti sui gradini della chiesa prospiciente sull’unica piazza del paese.

Questo era un luogo di incontri, di giochi, in definitiva di socializzazione.

A volte si giocava con le figurine a volte si faceva niente si attendeva solo  la voce di una mamma o di una nonna che ti ricordava il sopraggiungere dell’ora di pranzo.

Tempi di una volta, quando si viveva in un mondo meno inquinato, più pulito, sì, certo, più pulito da tutti i punti di vista.

Questo accadeva quando si era liberi dagli impegni scolastici perché allora a scuola si andava e si studiava: non ancora era giunto il 1968 con tutte le sue “riforme” più involutive che evolutive.

I ragazzi con i pantaloni corti , le femminucce con le gonne ed i calzettoni! Non esistevano ancora le calze o almeno non esistevano per le ragazzine al di sotto della maggiore età.

I pantaloni corti e le gonne erano due simboli, due etichette che servivano a differenziare due mondi diversi tra loro: quello della infanzia e quello della maturità!

Poi si cresceva, sicuramente con scarse conoscenze e si ci ponevano le prime domande e si attendevano le prime risposte. Ma a chi chiedere e da chi ricevere le risposte? Non certo ai padri o alle madri, ma agli amici, ai più “grandi” o alle amiche alle più “mature”.

Poi il tempo, si sa, passa e con il passare del tempo le cose iniziano a cambiare, la società si “evolve”, le conoscenze si arricchiscono soprattutto grazie alla nuova tecnologia ed allora più che chiedere agli amici si ci informa su internet ed, i più volenterosi, sui libri.

A poco a poco le donne dismettono le gonne ed indossano i pantaloni: non è solo una moda diversa ma è il cambio di una mentalità, di un modo di vivere … nasce una nuova generazione!

È la giusta evoluzione di un tempo, di un mondo; è però un’evoluzione veloce, fin troppo veloce, che diventa incontrollabile tanto da portare ad una confusione tra libertà e libertinaggio.

Freni inibitori quasi assenti, lassismo e, perché no, poca educazione sociale e familiare!

Quando le donne portavano le “gonne” stavano bene attente a non scoprirsi le ginocchia, ora che portano i pantaloni stanno bene attente a non coprirsi troppo gli stessi glutei!

La chiamano libertà, la chiamano voglia di vivere e ,quello che è peggio, trovano anche l’appoggio dei propri familiari!

“In medio stat virtus” (Aristotele- Etica Nicomachea-) , la virtù è nel mezzo, gli eccessi sono sempre condannabili perché portatori di guai!

Non si può fermare il progresso, non lo si può arrestare ma lo si può sicuramente gestire , guidare affinchè sia portatore di felicità e non di lutti!

Lone Wolf