Giovani, uomini, donne, donne incinte, bambini ammassati su un gommone in viaggio verso una terra lontana, quella che per loro potrebbe essere la terra promessa e che, molte volte, invece, risulta essere l'anticamera dell'inferno.

Migrazione che è animata da un comune denominatore = speranza!

Il lungo viaggio della speranza, la fuga da un passato tormentato, la traversata del confine tra la morte e la vita. 

Ma quanti di noi affrontano quotidianamente questo viaggio nella speranza di approdare in un porto sicuro, ma quanti di noi si lanciano ogni giorno in questa traversata pazzesca nell'illusoria speranza di mettere i piedi su una terra migliore? 

Purtroppo è un fenomeno sociale di una dimensione immane quello che stiamo vivendo ogni giorno, un fenomeno che trova, forse, le sue radici in politiche sbagliate da sempre, in ideologie troppo diverse tra di loro, in "credi" diametralmente opposti.

Il dilemma c'è e si vede: continuare ad accogliere questa gente o decidere una volta e per tutte che non siamo solo noi la soluzione del problema? Far parlare ancora il cuore o accendere solo il motore della ragione? 

Nei giorni scorsi una nave carica di disperati, almeno ci piace credere che siano tutti disperati e non anche delinquenti comuni, ha sostato in mare aperto perchè le è stato negato il permesso di approdo sia da parte delle autorità maltesi sia da parte di quelle italiane. Un braccio di ferro tra due Stati ma meglio ancora tra l'Italia e l'Europa intera che fino ad oggi ha predicato bene ma ha razzolato male. 

Mi si potrebbe obiettare che è stata una prova di forza sulla pelle di quella gente, che l'Italia si è dimostrata disumana, ma non ritengo giusto affermare tali cose, anche perchè, fino ad oggi, chi ha aperto le braccia ed ha accolto incondizionatamente è stata solo l'Italia. 

Una cosa è certa ed inconfutabile: troppa gente viene via dalla propria terra per cercare fortuna altrove. Questo è un dato di fatto e proprio questo dato di fatto dovrebbe farci riflettere non solo sul perchè di tutto ciò ma anche sul come trovare una soluzione risolutiva del problema e non sempre solo un tampone allo stesso.

Le cause vanno ricercate nel passato e la storia, come sempre, potrebbe esserci di grande aiuto!

La terra, se non fosse per una divisione prettamente politica, apparterrebbe a tutti e la migrazione non è un fenomeno della globalizzazione e quindi dell'impoverimento di alcuni popoli a causa dell'arricchimento di altri popoli; la migrazione è sempre esistita, fin dalla preistoria, e il motivo di tale fenomeno è stato sempre lo stesso: la necessità di mangiare per sopravvivere!

GerardoDP