Inizia qui una serie di puntate sulle disavventure di un Sanpietrino - chiamiamo così chi affitta case, come S.Pietro che apre le porte del paradiso, anche se in terra paradisi non ce ne sono.

In questo caso è una Sanpietrina, che chiameremo sora Sara.

Parlare di affitti è una situazione spinosa. Un tempo la condizione poteva anche sembrare redditizia, perché prima di quest’ultima lunghissima crisi, la gente pagava gli affitti. Ora, la regola è non pagare, perché, se il proprietario pretende il dovuto, deve andare in tribunale, dove la causa, ben che gli vada, gli viene a costare un anno di affitto….. e una malattia al fegato.

Siamo in Italia, infatti; negli altri paesi non è così, perché non pagare viene considerato un furto, come furto viene considerato anche il non pagare il biglietto del bus o del treno.In Italia si viaggia gratis.

In Italia tutto viene considerato un diritto e niente un dovere. Proprio chi non sottostà ai propri doveri, è il primo a pretendere il tutto come un diritto.

Beh! Mi direte voi, dove va chi non ha casa e nemmeno lavoro? E cosa mangia risponde la Sara? Se do loro la casa gratis, debbo anche dar loro da mangiare, per coerenza! O no? Ma chissà perché queste persone vogliono stare in centro città, con tutti i servizi, quando ci sono case abbandonate e a bassissimo prezzo di cui i proprietari vogliono disfarsi, perché costano troppo di tasse e non rendono niente. Certo queste sono fuori città e servono soldi per il trasporto.

In fondo alla sora Sara non rimane che dire “ma perché questi devono stare proprio in casa mia?” 

E’ la soluzione pretenziosa che gli inglesi chiamano not in mybackyard, cioè non nel mio cortile. Con questa espressione si definisce una situazione molto diffusa, quella di non volere nella nostra casa, nella nostra città, nel nostro stato tante cose: i rifiuti pericolosi, l’energia nucleare, le antenne, gli zingari, gli illegali e tante altre cose. Ma, logicamente è ogni individuo a dirlo, ogni città, ogni stato, ma perché pretendere che si faccia carico di ogni singolo problema il povero cittadino? Allorché poi sono altri a ricavare vantaggi da ogni cosa, e soprattutto sempre gli stessi?

Si verificano situazioni assurde da parte dei singoli e da parte degli stati. Ad esempio, l’energia nucleare è stata rifiutata dal popolo italiano, attraverso un referendum popolare, quando i francesi tengono più di cinquanta centrali appena al di là del confine, col risultato che il pericolo è uguale per noi come per loro[i], solo che si avvantaggiano i francesi dell’energia elettrica, ottenuta a buon prezzo dalle centrali nucleari, e noi la paghiamo cara.

E noi Paghiamo!

I francesi la pagano talmente a buon prezzo che usano l’energia elettrica anche per il riscaldamento, mentre noi teniamo in casa tante piccole caldaie a gas che sono potenzialmente più pericolose di piccole centrali nucleari. Noi siamo furbi!! Abbiamo paura dello scoppio di una centrale con bassissime - quasi zero- probabilità di incidenti – anche se gravi- ma accettiamo l’altissima probabilità di uno scoppio di caldaia a gas, o di un boiler a metano, che sta proprio sotto il nostro naso, in casa nostra.

[i] La Francia è nostra confinante, come ben sappiamo, ma forse non tutti ricordano che la francese città di Nizza era italiana. L’abbiamo persa nel 1860, solo un anno prima dell’Unità d’Italia. E’ stata un simbolo storico di italianità e delle rivendicazioni nazionali. Anche dal punto di vista della geografia fisica appartiene alla nostra penisola.

 Adriana Galvani – Unipomediterranea -