La donzelletta vien dalla campagna,
In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole,
Onde, siccome suole,
Ornare ella si appresta
Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.

Siede con le vicine
Su la scala a filar la vecchierella,
Incontro là dove si perde il giorno;
E novellando vien del suo buon tempo,
Quando ai dì della festa ella si ornava,
Ed ancor sana e snella
Solea danzar la sera intra di quei
Ch'ebbe compagni dell'età più bella.

Almeno una volta, chiunque abbia frequentato una scuola, deve aver sentito il proprio insegnante declamare i versi de “Il sabato del villaggio”, non fosse altro per la dolce melodia del verso.

Leopardi, il grande immortale poeta,  ha saputo mettere su carta quello che ognuno di “noi” ha dentro : ricchezza e misera del nostro animo, ansie e paure, aspettative, illusioni e grandi delusioni.

La vita, una speranza continua, una lotta eterna tra “il volere” e  “l’avere”.

La “donzelletta”, stanca ma felice, si appresta a vivere intensamente la festa che verrà…la festa , la domenica tanto attesa , il futuro tanto desiderato , la festa : un ponte tra il sogno e la realtà, tra due giorni lavorativi, un attimo, un leggero alito di vento : scorre veloce il tempo, le ore sono secondi, i secondi attimi fuggenti.

Il tempo, ognuno sa cos’è, ma nessuno sa darne una definizione. Il tempo che scivola via veloce come l’acqua di un ruscello.

Ed ecco l’altra faccia della “realtà”: le vecchiette sedute sulle scale a godersi l’ultimo raggio di sole che si perdono nel ricordo dei loro tempi che furono, dei loro giorni di attesa e poi di festa.  

Passato e futuro…la vita e la morte, l’illusione e la delusione, l’eterno ciclo dell’umanità!

Tutti si affrettano a portare a termine il lavoro, perchè l’indomani è festa.

I fanciulli si rincorrono felici nella piazza in un’allegra girandola di voci e rumori: “godi fanciullo mio”…nel domani non c’è certezza…”carpe diem” allora, per cui potremmo dire “vivi cogliendo l’attimo e non pensare al domani”!

E’ quindi, meglio vivere da laboriosa ed attenta formica o da allegra e spensierata cicala?

Mah! Grandi illusioni ci hanno dato grandi delusioni , quante e quali certezze abbiamo per i nostri figli?

Ancora oggi si vedono i bambini per strada , ma "scorazzano" sui motorini, vanno al pub, parlano di calcio, di sesso…di droga!

L’illusione di una vita facile, semplice da vivere, la nostra grande delusione di un ’68 nato in buona fede ma finito nel consumismo letale che ci ha catapultato in un mondo di false libertà, di illusioni e di valori deviati.

L’illusione del “volere” e la delusione del “potere”, questa è la nostra realtà!

Ma al "vespro" , le campane della chiesa ci daranno il segnale che il giorno è finito: le luci si spengono…buona notte restano solo i sogni nel sonno e le illusioni nella realtà!      

GerardoDP