Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri per ben cinque volte negli anni 60 e 70, valente uomo politico, promotore con Enrico Berlinguer del cosiddetto“Compromesso Storico”, fu rapito e dopo 55 giorni di prigionia ucciso da un gruppo terrorista delle Brigate Rosse il 09.maggio 1978, al culmine di un convulso e oscuro periodo di violenza e di atti criminali volti a sovvertire l’ordine democratico dello Stato Repubblicano.

Molti si chiedono ancora :"Fu un omicidio di Stato?"

Troppi silenzi, troppi omissis, indagini troppo superficiali? Ancora oggi gli interrogativi restano senza risposte!

Sono stati e sono destinati a restare i 55 giorni più misteriosi dell’intera storia dell’Italia Repubblicana. Ancora oggi a distanza di circa 40 anni, soltanto rievocare  il caso Moro vuol dire prepararsi ad entrare nel tunnel di interrogativi e di domande senza risposta.

Il tempo che corre non solo ci allontana dalla completa verità sulla strage di via Fani, sulla lunga detenzione di un uomo politico di primo piano e sulla sua orrenda fine, ma rende tutto più complesso.

Aldo Moro, presidente della DC,, viene sequestrato da un commando di Brigate Rosse il 16 Marzo 1978 in via Fani a Roma, alla vigilia  del voto parlamentare che per la prima volta dal 1947 sancisce l’entrata del partito comunista nella maggioranza di governo.

Per rapirlo, la sua scorta, composta da 5 uomini,  viene sterminata.

L’accavallarsi delle indagini condotte parallelamente dai servizi segreti, polizia e carabinieri non favorì la scoperta del covo dove lo statista era tenuto prigioniero, e il prevalere del fronte contrario a trattare il rilascio con le BR rese ancora più violenta e angosciosa la vicenda umana di Moro,che fu trovato morto il 9 Maggio 1978 in una Renault rossa parcheggiata a pochi metri dalle sedi della DC e del PCI.

Una tragedia, questa, che resterà scolpita nella memoria collettiva.

Daddo