C’era una volta … tutte le fiabe iniziano più o meno così e tutte hanno sempre un bel finale … e tutti vissero felici e contenti!

C'era una volta una principessa .... ma la strega cattiva le fece .... la Principessa si addormentò .... dopo molto tempo passò di lì un bel Principe azzurro su un cavallo tutto bianco e vide la Principessa distesa sull'erba ... smontò da cavallo e .... un bel bacio sulle labbra ... e vissero felici e contenti!

C'era una volta una bambina con un cappuccio rosso .... nel bosco da sola per andare dalla nonna malata .... ma il lupo cattivo mangiò la nonnina e si .... che orecchie grandi che hai, è per sentirti meglio; che bocca grande che hai, è per mangiarti meglio ... poi arrivò un cacciatore ... tutti vissero felici e contenti!

Vorremmo anche noi raccontare una bella fiaba, noi tutti intendo dire, una fiaba che potremmo far iniziare già nel lontano 1860 o, forse meglio ancora, nel 1861!

«Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge dello Stato».

Recita così l'articolo unico della Legge 17 marzo 1861, atto di nascita del Regno d'Italia.

Ed è proprio qui che inizia la nostra fiaba, almeno quella che sarebbe dovuta essere la nostra fiaba.

L’Italia nasce ufficialmente in quell’anno e da quell’anno si sono succeduti tanti eventi che mano mano nel tempo ci hanno portato alla rovina, eventi che hanno fatto degenerare la politica ed i politici, eventi che oggi ci hanno regalato, anno dopo anno, sempre più opportunisti , sempre più debiti, sempre più disagi.

Questa che doveva essere una delle più belle fiabe si è trasformata in una tragi-commedia economica, sociale e, perché no, politica!

Principianti allo sbaraglio, politicanti, faccendieri provenienti dalle più disparate branche sociali , disoccupati in cerca di un posto di lavoro, che porti potere e guadagno ma non certo fatica, si sono incollati  alle poltrone badando più a loro che non alla comunità.

Una politica inesistente ed una burocrazia snervante hanno affossato la tanto amata nostra Patria, hanno affossato la gente che arranca, che cerca almeno di sopravvivere accettando passivamente tutte le angherie che le vengono propinate!

C’era una volta il bel Paese, il Paese delle meraviglie, c’era una volta il giardino d’Europa, c’era una volta ma ,purtroppo, ora non c’è più!

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello (Dante: Purgatorio,Canto VI)” mai parole più appropiate di queste!

 Lone Wolf