Mai come in questa tornata elettorale si è assistito ad una pantomima così plateale.

Oltre due mesi dopo il voto, tra battibecchi vari, offese indegne di un popolo civile, veti, pensamenti e ripensamenti, si è tornati al punto di partenza, tanto è che il Presidente della Repubblica ha “affidato” a M. Salvini, leader della lega, l’incarico di fare un ulteriore giro di consultazioni nella speranza di dare un Governo stabile al Paese, cercando una intesa con il Movimento Cinque Stelle attraverso il suo leader Luigi Di Maio. Tutto ciò grazie alla responsabile scelta civica del leader di Forza Italia Berlusconi che ha fatto “un passo laterale” così come richiesto dall’alleato leghista Salvini.

Sembra che i due, Salvini e Di Maio, abbiano trovato punti in comune nel programma politico ed adesso è arrivato il momento della distribuzione dei vari Ministeri.

Parrebbe che agli Interni andrebbe Salvini ed agli Esteri Di Maio.

Come testata giornalistica apolitica ed apartitica non possiamo e non vogliamo esprimere alcuna considerazione sui fatti e sulle tematiche limitandoci a riferire a livello di cronaca quello che sta avvenendo. Però non possiamo non esprimere le nostre opinioni su quella che è la situazione attuale dell’Italia, del suo coinvolgimento irreversibile con l’Unione Europea, della sua sudditanza ormai consolidata alla moneta unica e soprattutto non possiamo non esprimere indignazione sulle tante parole spese nella campagna elettorale che hanno solo procurato odio e fatto nascere false aspettative con informazioni non sempre veritiere sul come risanare il debito pubblico o come sul risolvere il problema della disoccupazione.

Uno dei cavalli di battaglia dei partiti è stato quello dei “vitalizi” ai politici, che tanto, giustamente, fanno indignare le persone.

Bisogna fare un po’ di chiarezza in questo campo dove la confusione regna sovrana: nel 2012 i cosiddetti “vitalizi” furono aboliti ed al loro posto fu introdotta la “pensione da parlamentare”.

La differenza è sostanziale, poiché il vitalizio era calcolato con il sistema retributivo mentre la pensione con il sistema  contributivo, in entrambi i casi l’ incasso avverrà solo al compimento dei 65 anni e comunque se ne avrà diritto solo dopo almeno una legislatura ed, in effetti, se la legislatura si dovesse interrompere almeno sei mesi prima della sua naturale scadenza, i nuovi eletti non avrebbero diritto alla pensione ed i contributi versati verrebbero accantonati nel caso di una sua rielezione.

Quello che però non è stato fatto capire è che, pur facendo una legge ad hoc per questi benedetti vitalizi ormai già aboliti, la stessa legge non potrà essere retroattiva per cui tutti quelli che ne godono continueranno a percepirli, a meno che, stando in Italia, non si stravolga anche questo principio giuridico.

Altro cavallo di battaglia il taglio agli stipendi dei parlamentari e dei senatori.

Noi avremmo parlato piuttosto di abolizione dei privilegi ai parlamentari, perché non è tanto lo stipendio a pesare sui conti pubblici quanto piuttosto tutto ciò di cui godono anche grazie molte volte alla sudditanza psicologica delle persone.

Se si controlla la tabella stipendiale dei senatori si vedrà che essi percepiscono mensilmente circa 14.600,00 euro netti, mentre i deputati circa 14.000,00 euro netti, quindi tutto rientrerebbe nella norma, anche se sono molto superiori a quelli percepiti dai parlamentari di altri Paesi europei, per cui il nocciolo della questione non sono gli stipendi ma i privilegi di cui godono.

Potremmo continuare con il citare il perché i flussi d’immigrazione devono essere controllati e pilotati, perché il cosiddetto “reddito di cittadinanza” non è un’invenzione di qualche partito ma una iniziativa già esistente nell’ Unione Europea che fin dal 1992 la chiedeva ai vari Stati membri e che in Italia è “restata” ferma in qualche “cassetto”, potremmo parlare della legge Severino e della sua influenza nella presentazione delle liste elettorali, ma, non è nostra intenzione tediare il lettore per cui terminiamo dicendo “attenzione non sempre quello che luccica è oro come non sempre quello che si dice è farina del proprio sacco”!

GaetanoDP