Politica

 

 

Quanto tempo è passato, quanta acqua è defluita verso il mare, eppure,alzandosi al mattino, sembra sempre ieri!

Cosa è cambiato da centinaia di anni a questa parte?

Nulla, è sempre la stessa monotonia, lo stesso tram-tram: una corsa continua per ... sopravvivere, giorno dopo giorno!

Sembra quasi un video gioco nel quale non riesci mai a superare il primo livello!

E, se mai, passi al livello successivo immediatamente vieni bloccato e rispedito all'inizio del gioco!

 

Lettera inviata al settimanale D
 
Egr.....
La conosco e La seguo da tempo, non solo sulle riviste.
Stimo la Sua cultura, ma nell'articolo "L'inadeguatezza del nostro sentire" su D del 9 febbraio 2019 (io leggo sempre in ritardo) noto che una sensibilità umana non tiene conto della cruda realtà.
 
 
 
 

 

Nel "Bel Paese" delle meraviglie non si ci può meravigliare di nulla, neanche di un debito pubblico che lievita a vista d'occhio mentre chi governa sbandiera ai venti che tutto va benissimo e che siamo in piena ripresa economica.

 

E’ vera Democrazia quella di un Paese in cui moltissimi parlamentari sono solo delle figure astratte che dicono "si" o "no" a comando?

Il popolo sovrano è amministrato dai suoi rappresentanti eletti attraverso libere elezioni.

Al vertice di tutto ciò, come garante delle libertà singole e collettive, vi è il Presidente della Repubblica.  

 

Aldo Moro, Presidente del Consiglio dei Ministri per ben cinque volte negli anni 60 e 70, valente uomo politico, promotore con Enrico Berlinguer del cosiddetto“Compromesso Storico”, fu rapito e dopo 55 giorni di prigionia ucciso da un gruppo terrorista delle Brigate Rosse il 09.maggio 1978, al culmine di un convulso e oscuro periodo di violenza e di atti criminali volti a sovvertire l’ordine democratico dello Stato Repubblicano.

Molti si chiedono ancora :"Fu un omicidio di Stato?"

Troppi silenzi, troppi omissis, indagini troppo superficiali? Ancora oggi gli interrogativi restano senza risposte!

Si dice che, quando il gioco diventa duro, vengono fuori i veri "duri"... adesso il gioco si sta veramente facendo duro, poichè il Ministro degli Interni ha deciso di dire "no" agli attracchi nei porti italiani delle navi delle organizzazioni non governative con a bordo centinaia di clandestini o, se qualcuno preferisce, profughi raccolti o meglio prelevati a poche miglia dalle coste libiche dalle navi delle organizzazioni umanitarie.

In queste ore è in corso un braccio di ferro tra Malta e l'Italia con scambievoli accuse e richiami al rispetto degli accordi fatti in sede di Comunità Europea. 

Si protrae oramai da circa settanta giorni il valzer per la formazione di un Governo stabile in Italia. L’Europa pressa affinchè si arrivi al varo di questo nuovo esecutivo essendovi delle scadenze importanti da onorare.

Salvini e Di Maio, sembra, abbiano trovato punti in comune nel programma di Governo.

Di Maio continua ad insistere che non è un’alleanza con la Lega ma solo un contratto politico per far ripartire l’Italia e risanare le varie situazioni poco piacevoli nelle quali è allo stato attuale.

Mai come in questa tornata elettorale si è assistito ad una pantomima così plateale.

Oltre due mesi dopo il voto, tra battibecchi vari, offese indegne di un popolo civile, veti, pensamenti e ripensamenti, si è tornati al punto di partenza, tanto è che il Presidente della Repubblica ha “affidato” a M. Salvini, leader della lega, l’incarico di fare un ulteriore giro di consultazioni nella speranza di dare un Governo stabile al Paese, cercando una intesa con il Movimento Cinque Stelle attraverso il suo leader Luigi Di Maio. Tutto ciò grazie alla responsabile scelta civica del leader di Forza Italia Berlusconi che ha fatto “un passo laterale” così come richiesto dall’alleato leghista Salvini.

Situazione politica molto ingarbugliata e pericolosa per lo stallo in cui si versa. Scadenze importanti ed improrogabili da affrontare con il serio rischio di aumenti a catena che immancabilmente si ripercuoterebbero sui singoli cittadini.

Ad oltre due mesi dalle elezioni politiche, che non hanno visto nessun partito o coalizione di partiti ottenere i numeri per formare un governo stabile, l’Italia è ferma al “palo”: inutile e superfluo stare a discutere di chi sia la colpa di tutto ciò perché la colpa principale è della legge elettorale strutturata in modo così anomalo da aver portato questa situazione.

Ridere, si suol dire, fa bene alla salute e, probabilmente, proprio per questo i “signori eletti” durante le ultime elezioni, ma sinceramente, anche nelle tornate elettorali precedenti, hanno fatto e fanno di tutto per allietare gli italiani con le loro barzellette.

Ma lo fanno solo per il nostro bene e non per altro!

Da circa 15 anni ormai aspettiamo con voluttuosità le elezioni politiche, consci di ascoltare per almeno un mese “battute” che ci portino ilarità!

 

Ultimo giro di consultazioni del Presidente Mattarella: nulla di fatto! Ognuno resta sulle proprie posizioni anzi qualcuno va ben oltre, dimenticando i sacri crismi della democrazia, e ponendo un veto netto : ”Berlusconi fuori dall’alleanza del CDX, solo così si potrà formare un governo M5S e Lega”.

 

VIVA  L’ITALIA

Democrazia è sinonimo di libertà. Alcuni partiti, ergendosi ad alfieri della democrazia, hanno fatto incettazione di voti ottenendo così una maggioranza sufficiente alla Camera ed al Senato per poter legiferare senza patemi d’animo.

Unico problema è che, invece di seguire l’iter normale, si legifera attraverso decreti legge e richiesta di fiducia: ciò accade solo in quei Paesi dove si parla di democrazia, ma non esiste libertà.

Qualcosa sta cambiando nel mondo politico internazionale, ma tarda a farsi strada nel Bel Paese, ovverosia nel Paese dei Balocchi.

Qualcosa che potremmo chiamare la fine della democrazia ad oltranza, quella democrazia che difende l’illegalità, protegge il crimine e penalizza l’onesto, arricchisce il ricco e impoverisce il povero e fa incattivire tutti.

 

Il prossimo 4 dicembre la gente sarà chiamata al voto per approvare o meno le modifiche apportate ad alcuni articoli della Costituzione italiana.

Si è infervorato il dibattito politico tra i due fronti, quelli del ”si” e quelli del “no”, soprattutto in questi ultimi gironi.

Tutti i leader dei vari partiti o schieramenti politici vanno in cerca di voti per sostenere la propria posizione.

Forse queste elezioni sono state le più violente, sicuramente nel linguaggio, di quante altre mai, e i risultati meno prevedibili di quanto sembrava già quasi confermato otto anni fa.

Andiamo al di là di quante mogli ha avuto e di quanti soldi abbia Trump, di quanto, come donne, ci dispiaccia che abbia perso questa opportunità la prima candidata al femminile.