Parigi  - Peace Forum – 12 Novembre 2020

L’arrivo del vaccino anti COVID 19 è ormai cosa certa e inonda le notizie di tutti i media.

Nella gioia della prospettiva emergono tuttavia  anche le voci negative o almeno dubitative.

Se ci vogliamo basare su dati certi, dobbiamo fare riferimento ai pilastri dell’informazione del caso, cioè la fondazione Gates  che tiene costantemente il punto della situazione.

Bill e Melinda Gates hanno presentato al Forum della Pace di Parigi, il 12 novembre scorso,i risultati delle ricerche da loro fondate e delle aziende farmaceutiche a loro vicine sul vaccino anti COVID 19.

Rassicurano sulla disponibilità del vaccino da gennaio 2021, addirittura di più vaccini, data la apertura delle aziende farmaceutiche a collaborare e a scambiare i dati, ma essi mettono anche in luce i possibili risvolti negativi di tale successo, non tanto pessimistici, quanto probabili, visto il 3° lock down della Francia  e il quarto ripresentarsi degli attacchi pandemici in USA, per non parlare dell’Italia.

In occasione del Forum mondiale di Parigi,la Francia ha donato100 milioni di europer le ricerche sul vaccino, altrettanti l’Europa, a cui si è aggiunta la Spagna con 50 milioni. I coniugi Gates hanno confermato la loro disponibilità a donare 70 milioni di dollari di cui 50 per questo vaccino e 20 per la ricerca futura di altri vaccini.

Molti paesi hanno prenotato il vaccino durante l’estate e la produzione è avviata, ma la popolazione mondiale è di più di sette miliardi; se anche si producessero 2 miliardi di vaccini, i paesi poveri potrebbero coprire solo il 20% della loro popolazione, cioè si distribuirebbe il medicinale ad una persona su 5, così ne resterebbero vulnerabili 4 su 5 - Troppo poco - Occorre generosità, dice Melinda, anche se è ovvio che ogni paese pensi per sé. I paesi ricchi possono anche donare i vaccini ai più poveri, ma la consegna nei paesi con scarse infrastrutture è irrimediabilmente costosa.

Si parla di temperature ultra-basse per mantenere i vaccini, ma anche senza tale necessità, occorre tenere presente che i trasporti o le vie di comunicazione presentano un’infinità di problematiche, soprattutto nei paesi meno dotati di strutture viarie.

Un esempio illuminante, ci racconta Melinda, sta nel ricordo dei sanitari che portavano i vaccini antipolio fin nei più reconditi recessi delle zone paludose africane e, attraversando i fiumi a piedi, portavano i contenitori sulla testa.

Secondo Melinda, il comportamento egoistico degli Stati a finanziare i vaccini per sé si dovrebbe abbinare a quello altruistico di produrli anche per i paesi più abbandonati, perché il bene di uno dipende dal bene di tutti, così (dice il saggio) l’altruismo andrebbe a profitto dell’egoismo.

Un modello dinamico a grafico,realizzato dalla fondazione Gates dimostra che una distribuzione nei soli paesi ricchi, eviterebbe il 33% delle morti; una distribuzione in tutti i paesi, in base alla loro popolazione, eviterebbe il 61% delle morti.

In sostanza, l’efficacia del vaccino rischia di dissolversi se non si rafforza il sistema sanitario globale per prevenire ulteriori infezioni da animali a uomo.

Un altro feed-back negativo può essere una infezione generata da chi non accetta di essere vaccinato,infatti, non è certo che tutti vogliano una vaccinazione, come pure si prefigura che anche chi non è prevenuto, non nutra dei dubbi sulla sua efficacia o sulla mancanza dicontro-effetti.

Un rischio maggiore è la mobilità umana incontrollabile, con provenienza incerta e destinazione ancor più aleatoria, altrettanto di quella animale-uomo.

Bill Gates ha concluso, spiegando il percorso per arrivare alla sostanza del suo “piano tripartito”:

1°passo produrre miliardi di vaccini, 2° passo trovare i soldi per pagarli, 3° passo trovare le modalità efficienti di consegna.

https://ww2.gatesfoundation.org/ideas/articles/paris-peace-forum-melinda-gates