Il concetto di bellezza sempre più si accorda con lo stato di benessere, quindi salute e bellezza formano il sinonimo dell’integrità di un sistema che vede la persona in un quadro olistico di benessere, che si identifica con il  bell-essere.

Le persone si “leggono” dal di fuori e  mostrano ciò che hanno dentro.

Ciò che appare “è”.

Il medico, il farmacista, il fisioterapista, l’estetista, il trainer, si devono prendere cura della persona a 360 gradi, perché il benessere generale comprende una formula di bellezza non in termini epidermici ristretti, ma in termini di completezza di un aspetto che è generato da un risultato di cura e attenzione costanti per se stessi.

La bellezza è cura di sé e va gestita in modo scientifico, materialistico, emotivo e psicologico, perché la persona deve essere considerata nella sua interezza, nel suo insieme, perché la persona è un “tutto”[1].

Il benessere di un individuo è psicofisico, se ad esempio una persona si cura di più, può divenire più serena, avere uno sguardo più luminoso, attrarre più simpatia. Non si deve dissociare il concetto di salute da quello della bellezza, parafrasato dal binomio inglese “cosmetic –health”.

Nel comprare un prodotto, si devono conoscere gli effetti conseguenti, a breve o a lungo termine, i risultati secondari e le interazioni con altri prodotti o con il proprio sistema fisiologico, cioè dobbiamo valutare come siamo noi e come vogliamo essere. Ci vengono incontro le nuove proposte di mercato di “chip and chic”.

Meglio se abbiniamo la salute alla cucina e otteniamo insieme nutrimento e bellezza in modo economico.

Seppure siamo influenzati e condizionati dal nostro sistema genetico, molto dipende dal nostro stile di vita, dalla nostra difesa contro le aggressioni ambientali, lo stress, i raggi solari, l ‘alimentazione scorretta, che provocano un accumulo di tossine nel nostro organismo che agiscono come elementi disturbatori e distruttori.

Adriana Galvani Unipomediterranea

 

[1] Gli esperti di vendita di prodotti sanitari dicono che da parte del pubblico c’è sempre più richiesta di informazioni collaterali (Beauty, di Pambianco, Anno II, n.2 aprile-maggio 2017).