La crisi economica, la disoccupazione, l’indebitamento del settore pubblico e privato, l’invecchiamento della popolazione, nuove malattie o nuovi disagi rendono sempre più difficili le lotte contro le malattie o la conquista del benessere.

Si combatte per allungare la vita, ma le sfide per il mantenimento di un buono stato di salute sono ancora ardue, perché senza il benessere psico-fisico, l’allungamento della vita diviene una croce, invece di un miglioramento di uno stato generale. Siamo alla ricerca di un nuovo benessere, anzi “del benessere”, come obiettivo di vita.

 

Dobbiamo renderci conto che questa ricerca è, e deve essere, incessante, perché il mondo cambia, sorgono nuove cause di malessere, nuovi condizionamenti e nuove relazioni tra i fattori di esistenza.

Il sistema sanitario si rinnova e il sistema farmaceutico pure. Si ricorre meno alle operazioni chirurgiche, meno ai medicinali risolutivi e più a quelli preventivi. Nel sistema di prevenzione il ruolo maggiore è attribuito alla cura dell’alimentazione, verso consumi più legati alla natura, che insieme nutrono e curano, dando origine alla cosiddetta “nutraceutica”.

Tutto questo cambia sia la produzione che l’offerta e la domanda di beni di consumo primario e sanitario, ma soprattutto induce una forte riduzione delle spese sanitarie, i cui costi si sono ingigantiti, tanto che nessun sistema sanitario al mondo riesce a farvi fronte totalmente.

Questo però comporta una maggior spesa per il consumatore, quindi diviene indispensabile per lui, investire sulla prevenzione.

Al giorno d’oggi necessitiamo di rigettare vecchi stili di vita e abbisogniamo di nuove informazioni.

La soluzione “intelligente” sembra il self-care, che semplicemente significa curarsi da soli, ma è anche un rischio, perché, per eseguirlo, occorrono competenze, ma queste sì, possiamo procurarcele da soli.

Possiamo avvalerci del “counselling”, cioè di un insieme di informazioni che vengono dai media o da medici e farmacisti che sempre più sono coinvolti in canali di educazione terapeutica. Il farmacista diventa coach, cioè istruttore, entra in un gioco di ruoli con il medico, nell’alternanza reciproca di un “secondo parere” tra i due.

Le cure divengono più personalizzate, ma integrate socialmente e culturalmente, in modalità di “personalizzazione di massa”.

Un primo passaggio è cercare di evitare i prodotti chimici e ritornare ai prodotti naturali. Possiamo avvalerci di “farmacie del futuro” per trovare quelle innovazioni che offrono un supporto alla sostenibilità del sistema sanitario e del nostro portafoglio. Si torna alle cure convenzionali, magari arricchite di nuovi saperi e metodologie; risorgono antiche sostanze; si ricorre maggiormente alle parafarmacie, ma la chiave di volta è “l’automonitoraggio della salute”, assieme alla cura dell’immagine e all’interpretazione di questa da parte del curante, per leggere lo stato di salute anche interiore.

Efficaci anche nella salute si dimostrano i racconti delle storie vincenti, lungo la nuova moda dello story –telling.

La catena del sistema di cura, tra tradizione e innovazione, si avvale dell’efficacia degli integratori che aggiungono nuove conoscenze ai prodotti forniti dalla natura, nella riscoperta di piante esotiche, come la curcumina, che non abbiamo finora considerato, ma che è usata in Oriente, o le piante officinali, che costituiscono forzieri di tesori nel quadro del biologico innovativo.

Tra le piante più comuni in Europa, efficaci si rivelano l’olivo, il bergamotto, e i fitosteroli, o steroli vegetali. Questi ultimi contrastano la formazione e l’assorbimento di colesterolo; il bergamotto funziona da antiossidante, ipoglicemico, ipo-lipidemico; l’olivo, od Olea europea, è un potente antiossidante, anti-infiammatorio e frena l’aggregazione piastrinica; infine appare la rivalutazione della vitamina K2 che inibisce la calcificazione delle arterie, riducendo le malattie cardiovascolari.

Forse non siamo ancora preparati ad accettare le nuove sfide, perché spesso i prodotti vanno “oltre” il comune sapere o siamo ingabbiati in vecchi miti, non ancora scalfiti dai “nuovi miti del benessere”.

Infatti, ovviamente, restiamo reticenti di fronte alle proposte di alghe e insetti e ciano-batteri come fonti di proteine.

 

Adriana Galvani Unipomediterranea

 

Cosmofarma Exhibition

Bologna 5-7 maggio 2017