Salute

 

Parigi  - Peace Forum – 12 Novembre 2020

L’arrivo del vaccino anti COVID 19 è ormai cosa certa e inonda le notizie di tutti i media.

Nella gioia della prospettiva emergono tuttavia  anche le voci negative o almeno dubitative.

Se ci vogliamo basare su dati certi, dobbiamo fare riferimento ai pilastri dell’informazione del caso, cioè la fondazione Gates  che tiene costantemente il punto della situazione.

Quando si tira troppo la corda, sembra che non si debba rompere mai, poi, improvvisamente, cede l’ultimo piccolissimo filo e cadiamo per terra senza avere preso le dovute precauzioni, che già si potevano prevedere.

Si dice che errare è umano, ma perseverare sia diabolico.

Ebbene in fondo di ognuno di noi non c’è forse qualcosa di diabolico, che ovviamente teniamo a bada con ogni cautela, finché non scoppia, magari senza ragione?

La prima descrizione clinica del termine “anoressia” risale alla fine del 1600, quando il dottor Richard Morton, pubblica un libro, dove illustra il rifiuto di alimentarsi di due suoi pazienti, un maschio adolescente ed una ragazza appena maggiorenne.

L’anoressia in pratica è un “disturbo del comportamento alimentare”.

 

Diagnosticare le varie patologie per gli esseri umani “in cattiva salute”, già di per sé, è abbastanza complicato e richiede molta professionalità ed anche, perché no, esperienza.

Ma diagnosticare, per poi curare nel modo giusto gli animali, è cosa ancora più difficile, poiché realmente si richiede tantissima preparazione in medicina veterinaria, moltissima esperienza sul “campo”, ma soprattutto tantissima passione per quello che si fa!

Non è facile trovare medici veterinari professionalmente preparati ed umanamente disponibili, come non è facile immedesimarsi nei sentimenti dei padroni degli animali e contemporaneamente nei bisogni di quest’ultimi.

La crisi economica, la disoccupazione, l’indebitamento del settore pubblico e privato, l’invecchiamento della popolazione, nuove malattie o nuovi disagi rendono sempre più difficili le lotte contro le malattie o la conquista del benessere.

Si combatte per allungare la vita, ma le sfide per il mantenimento di un buono stato di salute sono ancora ardue, perché senza il benessere psico-fisico, l’allungamento della vita diviene una croce, invece di un miglioramento di uno stato generale. Siamo alla ricerca di un nuovo benessere, anzi “del benessere”, come obiettivo di vita.

 

 

Il concetto di bellezza sempre più si accorda con lo stato di benessere, quindi salute e bellezza formano il sinonimo dell’integrità di un sistema che vede la persona in un quadro olistico di benessere, che si identifica con il  bell-essere.

 

L’alcool, un’abitudine da non prendere …..

Sempre più giovani fanno uso di mix alcolici e cocktail per rimanere all’interno di un gruppo e conformarsi con esso si lasciano andare ad alcol abusandone magari insieme a sostanze stupefacenti come la droga o pasticche e poi finiscono in coma....

 

La depressione è un disturbo abbastanza diffuso e molto ben conosciuto: sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una diffusione maggiore tra le donne.

Generalmente chi ne soffre mostra una marcata tristezza quasi quotidiana e tende a non riuscire più a provare, nelle attività , lo stesso piacere che provava prima.

Siete amanti delle lunghe mattinate trascorse a non far altro che dormire? O fanatici del sonnellino pomeridiano per ritemprare il corpo e la mente?

Ebbene, sia un sonno lungo più di otto ore che la siesta, soprattutto quando si supera una certa età, possono esporre a un aumento del rischio di Alzheimer, suggeriscono ricercatori dell'ospedale universitario di Madrid sulla rivista 'European Journal of Neurology'.

Cani dall'Est: cimurro ed epatite tra i rischi sanitari? Introduzione di nuovi ceppi virali o ricomparsa di malattie sottoposte a profilassi

Le ripercussioni sanitarie legate all'importazione illegale di cani di razza dai Paesi dell'Est Europeo sono numerose e serie. Malattie come il cimurro, le rogne e i parassiti intestinali sono favorite dal commercio illegale di questi cani, movimentati in età troppo tenera. Oltre al cimurro, è verosimilmente imputabile ai cani provenienti dall’Est europeo anche la ricomparsa in Italia dell’epatite infettiva canina.