La grande delusione del Terzo Millennio

Il passaggio tra il secondo ed il terzo millennio ha rappresentato un momento di paura e di speranza per tanti motivi, non ultimo quello della fatidica data con tanti zero.

Il  Terzo millennio rappresentava il futuro e già questo era sintomo di ansia ed aspettative.

Ben diciotto anni sono trascorsi e ci rendiamo conto che le nostre ansie sono diventate paure e le nostre aspettative, le nostre speranze solo delusioni. Ci aspettavamo pace, felicità , benessere: ed infatti, guardandoci intorno, ci rendiamo conto che qualcosa è veramente cambiato, peccato però, che sia cambiato in peggio.

Guerre, faide, fame nel mondo, malattie e quanto altro hanno letteralmente aggredito l’intero pianeta. Stiamo decisamente pagando gli errori del passato.

E come se non bastasse anche la natura si sta scatenando contro l’umanità: terremoti, maremoti, smottamenti ed altro mietono vittime quotidianamente.

In Iraq, in Afghanistan e in tante altre parti del mondo le guerre non sembrano avere fine; come non sembra avere fine la fame, lo sfruttamento, anzi hanno avuto una recrudescenza eccezionale.

Il nuovo secolo doveva essere il “futuro” per tanti giovani, doveva essere l’inizio di una vita migliore, invece si sta dimostrando il prosieguo naturale degli orrori del passato.

Disoccupazione e criminalità la fanno da padroni: usando un detto antico “è cambiato il maestro ma la musica è la stessa” anzi, è peggiorata.

I progressi nel campo scientifico e tecnologico che avrebbero dovuto rappresentare una evoluzione si sono rivelati una semplice involuzione.

Tutto il sistema economico finanziario mondiale ha fatto un gran crak e con lui hanno fatto crak soprattutto i giovani.

La monopolizzazione globale e locale ha inferto un serio colpo a tutto il sistema produttivo e lavorativo, si è tragicamente ritornati alla lotta di classe in uno scenario allucinante dove si contrappongono alla ricca borghesia tutti gli altri.

Pochi ricchi e tanti poveri!

 Daddo