Nell’antichità l’ospite era considerato sacro ed, addirittura, era lo stesso Giove che lo proteggeva.

Mancare nei confronti dell’ospite era grave offesa per il Re degli Dei e, siccome questi erano vendicativi, si ci guardava bene dall’inimicarseli.

Dal paganesimo al cristianesimo la tradizione dell’ospitalità è sopravvissuta: anche oggi l’ospite, sebbene non sia più considerato sacro, viene onorato e rispettato.

L’ospitalità è un dovere e soprattutto nei paesi dell’ex magna Grecia, questa usanza è tenuta viva e la si tramanda da padre in figli.

All’ospite viene dato il posto migliore a tavola, vengono preparati pranzi sontuosi e offerti vini pregiati.

L’ospite viene ascoltato e mai interrotto, l’ospite resta comunque sacro.

Questa come tante altre, è una tradizione tipica del Sud dove i rapporti umani sembrano essere più sentiti che non al Nord, anche, se ad onor del vero, non è sempre tutto vero.

Il sacrificio di un giorno non pesa alla massaia, è tutto un frenetico darsi da fare, l’ospite deve essere messo a suo agio.

L’ospitalità è sempre o almeno dovrebbe esserlo fine a se stessa: l’ospitalità non presuppone contropartita!

E’ tutto un dovere nei confronti dell’ospite: ma l’ospite ha doveri nei confronti di chi lo ospita?

Ma certamente che si: ed ecco che l’ospite si presenta con tanti “pasticcini”, “regalini” e cose varie.

La tradizione si rinnova, ma questa volta gli ospiti che vengono in casa nostra sono in grado di rispettare chi li ospita?

L’ospitalità certamente è sacra ma l’ospite dovrebbe avere anche il buon senso di adeguarsi alle regole della casa ospitante e non certo approfittare della bontà altrui fino ad arrivare a pretendere il posto a “capo tavola”.

E così accade che i nostri ospiti, accolti con tanta umanità, inizino a delinquere, a fare da “padroni” nelle nostre terre, a pretendere il riconoscimento dei loro diritti omettendo di accettare del tutto i nostri di diritti.

E il padrone di casa che fa? Purtroppo fino ad ora se ne è stato solo a guardare….!

Daddo