"Eu tanatos" , la buona morte!

Sembrerà strano, ma a volte si può parlare di buona morte, o meglio, della morte come liberazione da uno stato di salute irreversibile!

Eutanasia è una parola composta di origine greca (eu : bene ;  tanatos : morte) che letteralmente significa “buona morte”.

Significa , allargandone il senso , dare o darsi una morte indolore per porre fine ad una sofferenza dovuta a malattia o congenita o sopraggiunta.

Darsi o dare la morte è “omicidio” o ai propri danni o a danno degli altri , per cui , in entrambi i casi, è punito dalla legge.

Basti pensare che in Francia , il suicida veniva condannato alla pena di morte e ghigliottinato , anche se già morto!

In questi ultimi tempi si è aperta una polemica dai toni accesi proprio su questo tema , partendo dalla richiesta avanzata da alcuni malati , tenuti in vita da macchinari , di porre fine alle sofferenze loro e delle loro famiglie.

Due i principi in contrapposizione : quello della libertà personale e quello della tutela della salute personale.

In qualche Nazione l’eutanasia è praticata anche se regolamentata da norme precise , in tutte le altre non solo non esiste regolamentazione ma addirittura è considerato reato.

Solo l’intervento del Tribunale ha consentito , dopo un lungo iter legale , e citiamo solo alcuni casi (Diane Pretty , Tony Bland , Terri Schiavo), di ottenere il distacco del paziente dalle apparecchiature che lo tenevano in vita. 

Come sempre non ci schieriamo dalla parte di nessuno rispettando le opinioni di tutti , giuste o sbagliate che siano , per cui ci limitiamo solo a costatare certe situazioni di fatto che ci inteneriscono il cuore e ci ricordano la nullità dell’essere umano di fronte alla morte o alla vita , ci limitiamo solo a rivolgere il dito verso chi , forte del potere e della ricchezza, finge di non vedere le sofferenze altrui dimenticando che prima o poi verrà il momento in cui dovrà rendere conto, e non certo a noi,  del suo operato : “Ogni più grande impero prima o poi finisce”.

Daddo