Il tardivo allarme dato nella comunicazione al mondo intero del “coronavirus” e quindi della sua pericolosità come deve essere considerato :

“Crimine contro l’umanità” o “Ragion di Stato”?

Per comprendere quale possa essere il sottile confine tra un “crimine contro l’umanità” e la “Ragion di Stato”, è indispensabile comprendere prima, cosa si intende per “ragion di stato” e, per farlo, basta aprire una qualsivoglia enciclopedia e leggere questa definizione :

 

“La ragion di Stato o ragione di Stato è l'insieme delle priorità attinenti a sopravvivenza e sicurezza dello Stato, che possono indurre il decisore politico a giustificare un'azione illecita sotto il profilo del diritto internazionale o del diritto interno”.

Il termine "ragion di stato" entrò nell'uso intorno al 1550 e servì comunemente a designare la politica intesa come scienza fornita di regole proprie e ubbidiente a una propria logica interna.

Detto in termini molto spiccioli, “ragion di stato” significa agire al di là ed al di sopra di ogni morale , di ogni etica, per scopi materiali legati agli interessi di uno Stato.

Questa prassi sarebbe dovuta scomparire con la caduta delle monarchie “assolute” ma , anche se non lo si vuol riconoscere, ancora oggi è presente e ben viva in tutti gli Stati della Terra, da quelli a regime totalitario a quelli democratici, se mai esiste realmente la democrazia nella sua essenza.

Come vogliamo considerare il “tacere volutamente” la minaccia reale e mortale del “coronavirus”? Vogliamo classificarlo come “crimine contro l’umanità” o come “ragion di stato”? Come vogliamo definire un Governo che minaccia e punisce i propri medici ed i propri scienziati imponendo loro il “silenzio” su una catastrofe che coinvolge il mondo intero? E quali responsabilità, dovute probabilmente a connivenze con il Governo, hanno avuto ed hanno gli organi di informazione?

Ma quale motivo spingeva e spinge un Governo all’uso di questa “ragion di stato”?

Si potrebbe pensare che tenere nascosta la verità sui pericoli di questa calamità naturale  (o forse creata dalla ingorda cattiveria dell’uomo) sia solo per evitare allarmismi definiti “inutili” , quindi per evitare comportamenti eccessivi o incontrollati.

Ma se si ipotizzasse che il tacere fosse collegato agli interessi economici di uno Stato, si potrebbe pensare che volutamente si è taciuto e si è imposto alla scienza il silenzio?

I dati sul “coronavirus” sono spaventosi ed i morti aumentato di giorno in giorno, anche se, statisticamente parlando (quindi considerando l’essere umano un numero) la percentuale tra morti e “infettati” è bassa., anche se ciò non sminuisce affatto la pericolosità di questo virus che ,ormai, si sta propagando in tutto il mondo.

Orbene, se le cose stessero realmente così, cioè che il tacere sia stato voluto per motivi prettamente economici, si potrebbe parlare di un “crimine contro l’umanità” o si dovrebbe parlare sempre di “ragion di stato”?

Ed in quanti altri eventi anche cruenti si potrebbe parlare di “ragion di stato”?

Bisognerebbe trovare un po’ di tempo per meditare su tante cose: io, stamane l’ho trovato per cui mi sono limitato ad esternare un mio pensiero , accettabile o non accettabile, condivisibile o non condivisibile, senza dare giudizi o pronunciare sentenze.

Lone Wolf