Giovani di tanto tempo fa per le stradine di un paese o di una città, ognuno vestito come meglio credeva, “alla moda”, si diceva, considerando che erano i tempi in cui l’umanità si affacciava in un mondo diverso, in un mondo nuovo sotto la spinta del vento proveniente dai paesi del nord Europa o meglio ancora dall’Inghilterra.

Era il tempo delle bici e delle moto, per chi aveva la fortuna di possederle, dei giubbotti in pelle o similpelle o, l’altra faccia della medaglia, dei vestiti giacca e cravatta.

Era il tempo delle lunghe ed a volte logoranti discussioni politiche, del confronto delle ideologie diverse, del marxismo, del socialismo, del fascismo. Era il tempo del calcio “minuto per minuto”, ma era anche il tempo in cui si usciva per le strade senza timore di morire per mano assassina di un perfetto sconosciuto. Era il tempo dei “ladri” delle autoradio o dei “topi” d’appartamento, ma era anche il tempo in cui il ladro era solo ladro e non anche assassino. Era il tempo in cui non vedevi “facce” diverse per colore dalla tua ma era il tempo del rispetto, il tempo in cui l’anziano veniva ascoltato perché rappresentava l’esperienza, la saggezza.

Era il tempo in cui l’insegnante era il tuo punto di riferimento, il tuo amico, il tuo secondo genitore e non certo il nemico o l’oggetto del bullismo e delle offese!

Tutto iniziò a cambiare dopo la cattiva interpretazione della “rivoluzione” del 1968, tutto iniziò quando la libertà fu confusa con il libertinaggio, quando il rispetto fu interpretato come servilismo e l’educazione come schiavismo.

Quanta acqua è scivolata sotto ai ponti ma mano mano la purezza della limpida acqua di fonte si è lordata con l’inquinamento sociale, quell’inquinamento che ci ha trasportato in un mondo dove tutto sembra essere consentito, dove l’arroganza e la prepotenza la fanno ormai da padrone.

Oggi è il tempo della incertezza, della incoerenza, della violenza negli stadi, del disprezzo della vita!

È molto raro che si incontrino persone a discutere con ideologie proprie o da sportivi e non da tifosi, come è rarissimo che l’odio si sostituisca all’amore.

Mancanza di lavoro, insicurezza, disuguaglianze sociali, malcontento generalizzato hanno trasformato la vita in un campo di battaglia da cui non uscirà un vinto ed un vincitore ma solo dei disperati che comunque dovranno leccarsi le ferite.

Questo è il tempo in cui ci si arroga il diritto di cavalcare la disperazione degli altri per autoplocamarsi leader di qualcosa di non meglio identificato.

Mancanza di carisma dovuta anche e soprattutto alla mancanza di cultura poiché la scuola, la fucina del futuro di uno Stato, è stata volutamente violentata e soffocata.

“O tempora o mores” avrebbe ancora oggi detto il buon caro Cicerone!

LoneWolf