L’8 marzo non può sfuggire proprio nell’Anno Internazionale della Donna 2017!

In occasione della festa della donna, martedì 8 marzo 2017, l’OCSE (Org. per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha trasmesso da Parigi un seminario on-line (webinar) sulla condizione culturale e la situazione scolastica della donna nel mondo, secondo lo standard valutativo chiamato PISA.

 

Sono emerse cose interessanti, ma che da tempo si conoscono e si ripetono. La maggior parte delle volte, sono i genitori che determinano il futuro di figli, istradandoli lungo mete ovvie e percorsi prevedibili. Si comincia dai giochi, bambole per le femmine e macchine per i maschi, grembiulini rosa e azzurri a scuola.

Così succede che i maschi scelgano prevalentemente percorsi tecnici di carriera scolastica e di lavoro; molto gettonata è la professione dell’ingegnere, mentre le ragazze oggi si indirizzano verso professioni legate in particolare alla salute. Ciò avviene dalla Germania agli Stati Uniti, qui addirittura le femmine superano i maschi del 35% nei percorsi sanitari.

Poche decidono per l’informatica, solo alcune per tecnologie più accessibili.

Lo strano è che le scelte sono indipendenti dal successo scolastico, ci si aspetterebbe che le ragazze brave scegliessero percorsi più scientifici, tanto più che, proprio le femmine, studiano di più e dedicano maggior tempo ai compiti di casa.

I maschi dedicano invece più tempo ad internet, sia a scuola che fuori, però sono più leggeri perché le loro letture sono prevalentemente di comics, infatti proprio loro sono più soggetti alle ripetenze ed ottengono, in media, voti più bassi delle compagne. Però i maschi hanno maggior successo nel lavoro, perché accettano anche incarichi inferiori alle loro capacità e si buttano con scioltezza nelle attività pratiche.

Per correggere tendenze, non più in linea con i tempi moderni, occorrerebbe uno sforzo congiunto tra genitori, insegnanti, istituzioni, ma sembrano mancare le competenze specifiche dei responsabili, perché non si può disperdere un consistente patrimonio di valore umano.

In tutto il mondo si suggerisce che tutti i giovani si impegnino in materie chiamate “dure” o hard in inglese, cioè materie altamente scientifiche, le cosiddette STEM, o Scienze, Tecnologie, Ingegneria (Engineering), Matematica.

Lo ha ribadito anche la nuova Ministra Fedeli nel giorno dell’8 marzo, in occasione della premiazione con il Presidente Mattarella delle scuole vincitrici del concorso “Donne per la pace”.

 

Adriana Galvani  UNIPOMEDITERRANEA