Una volta lessi la frase di un famoso romanziere americano, lo scrittore diceva che non gli sembrava giusto che per guidare una moto o  un’auto ci volesse una patente e non ci volesse invece nessuna licenza per fare figli.

I figli impongono una grande responsabilità e non tutti sono in grado di far fronte materialmente, ma soprattutto spiritualmente, a uno dei più grossi carichi umani con gli infiniti bisogni dei piccoli.

 

A parte il fatto che molti bambini nascono non voluti e non cercati; patente o non patente, vengono ugualmente al mondo.

Quando penso alle difficoltà, ai problemi che un giovane deve affrontare, quali sforzi per farsi strada nel mondo, quali angosce nell’affrontare l’ignoto, nel subire immancabili ingiustizie, quali sgomenti nel non vedere riconosciuti i propri meriti o realizzati i propri sogni, sono presa da una profonda tristezza.

La vita è bella, può essere molto bella, ma, come l’universo, è composta dall’infinito che non ci è concesso di raggiungere, né tantomeno, di comprendere. 

La vita è un cammino nel buio, non sappiamo quello che ci  può succedere da un momento all’altro; è un vagare sulle sabbie mobili, perché quello che abbiamo raggiunto, anche con fatica, ci può essere tolto inaspettatamente e, da un  momento all’altro, possiamo precipitare nel baratro.

Non ci possiamo godere le gioie per la paura di perderle prima di afferrarle, infatti quado siamo al massimo della gioia, piangiamo come quando siamo al limite della tristezza.

Quando ci capitano sventure, valutiamo che ce ne possono capitare anche di peggio e non intravvediamo lo spiraglio che si può aprire in fondo al buio.

Quando facciamo assegnazione su qualcuno, ci accorgiamo che l’umanità non è fatta di una pasta omogenea, ma un po’ è marcia, un po’ è deviata, la maggior parte è egoista, quando non sfruttatrice.

Ci rimane la  grande illusione: l’amore , l’amore che tutto trascina, coinvolge, ammanta, ma è solo un velo che quanto prima cade davanti ai nostri occhi, perché proprio quel velo ci aveva distorto la visione, creando un miraggio, se non un inganno.

Adriana Galvani  UNIPOMEDITERRANEA