Economia & Finanza

L’indicatore di capacità digitale dell’Italia nel quadro dei Paesi OCSE

La ridda di dati dei giorni neri che ci hanno colpito spinge scienziati ed organismi a produrre grafici sempre più perfezionati e di alto livello, che è utile tenere in considerazione, per avere visioni globali e internazionali dell’andamento di fenomeni che sono più o meno sconvolti od incentivati dalle frenate economiche e dai blocchi sociali che ci vengono imposti.

Un comparto che è in fulgida crescita, tanto maggiore, quanto peggiore si prefigura la situazione economica generale, è quello delle tecnologie informatiche.

Broker o Exchange ?

In giro per la rete si trovano moltissime pubblicità di E-Toro e altre piattaforme simili, spesso regolamentate, che offrono la possibilità di fare trading su criptovalute.

Queste piattaforme sono la peggior scelta possibile per un investitore di criptovalute, e sarebbe meglio puntare sugli exchange.

 

 

Veniamo ora all'attualità: è notizia di un po’ di mesi fa l'interessamento della Banca Centrale di Russia all'emissione di un "Cryptorublo". Dichiarazione d'intenti seguita a quella che sanciva il ban delle altre criptovalute nel paese.

Ormai quasi tutti abbiamo sentito parlare di bitcoin. Meno persone però sanno che BTC non è l'unica criptovaluta esistente, seppure ha il merito di essere la più anziana, la più famosa e quella con la maggiore capitalizzazione di mercato. Vale a dire quella che rappresenta il maggior valore equivalente: se tutti i BTC fossero scambiati in euro, infatti, varrebbero oltre 60 miliardi di euro.

Creata da uno sviluppatore anonimo nel 2008, bitcoin (BTC) è la criptomoneta più famosa al mondo oltre ad essere la più vecchia. Anzi per molti è sinonimo di criptovalute.

 

Dalla distruzione di una società alla ricostruzione post Covid-19 attraverso la scuola.

Il focus mediatico, oggi come oggi, è imperniato sul dibattito se si debbano aprire le scuole o si possa sviluppare la didattica in presenza. Si è visto che la didattica online ha presentato molte falle, perché impostata troppo velocemente, a troppo larga scala, ad un numero di milioni di educandi nel mondo, molti dei quali non riescono a fruirne.

 

Nel novembre di quest’anno è nata la nuova Alitalia ITA, dopo anni di commissariamento e debiti a non finire, anzi a non pagare, mai.

Si è cercato di tamponare i passivi, di trovare nuovi percorsi, ma la gestione è sempre stata fondamentalmente sbagliata, o forse, più che altro, destinata a favorire più il personale  e chi li dirigeva che i viaggiatori.