Ho colto l’occasione di una visita a Milano per rivedere dopo tanti anni una galleria indimenticabile: l’Accademia di Brera.

È una collezione di arte classica che lascia un’impronta profonda, fa venire i brividi!

Siccome non riuscivo a staccarmi dalle opere, le ho guardate e ammirate più volte, tanto da notare i più piccoli dettagli e i particolari che, di solito, sfuggono, anzi è stata l’occasione di trovare un pò di ironia nei quadri seriosi di impronta del potere dei nobili e della religione.

Ho involontariamente appurato che è vero, come dicono, che la moda è fatta di “ritorni”.

Sono rimasta stupita nel vedere in un’opera di Giovanbattista Cima (Conegliano 1459-1517) ciò che la moda detta oggigiorno, ossia i calzoni tagliati.

Quanti poveracci li avevano nel medioevo e anche nel Rinascimento, dato che non tutti erano ricchi, neppure con l’evoluzione dei commerci e delle arti.

Forse il poveraccio ha un’aria meno baldanzosa dei giovani di oggi, anche se nessuno oggi offrirebbe un agnello vivo in dono (ma nemmeno morto!).

Quest’altro giovane si porta a spasso nientemeno che una scimmia, ma anche i suoi calzoni sono sexy e alla moda. Ricordano gli stivali delle ragazze alti fin sopra le ginocchia, per non parlare del reggicalze delle nostre nonne.La indecenza del classismo dei secoli scorsi ci fa veder il ricco bello e altezzoso, il povero brutto e ipocritamente adulante, abituato sicuramente al freddo, dato che non aveva scelta.

 

 

 

 

 

 

 

Non poteva mancare la minigonna, per di più sfrangiata, anche se non si sa se questi sia un uomo o una donna, ma tant’è! Moderna pure questa incerta allusione!