Soprannominato la  “Pompei della preistoria”, seppellito dall’eruzione del Vesuvio (1860 – 1680 a.C.) , un meraviglioso sito archeologico dell’età del bronzo …

E' il villaggio preistorico di Nola.

Capanne conservate grazie al  fango e alla cenere che le ha “protette”, facendo lo stesso con tutto quello che si trovava nelle stesse al momento della catastrofe.

Solo così si è riusciti a capire la struttura delle abitazioni di quel periodo, dalle “fondamenta” ai tetti, alla singola organizzazione degli abitanti , nello svolgimento delle attività quotidiane.

Rappresenta, una comunità lavoratrice, distrutta dalla natura!

C’è un piano per valorizzarlo e “Meridies” ne parla così :

“Progetto di scavo, recupero e valorizzazione del bene”
Prevede l'allargamento e il completamento della campagna di rilevamenti e scavi avviata dalla Soprintendenza; è prevista la realizzazione di un rilievo altimetrico e fotogrammetrico dell'area interessata e la quadrettatura del sito con una maglia principale e secondaria.
Successivamente saranno effettuate campagne di prospezioni magnetiche con magnetometro a protoni di tipo differenziale da eseguirsi ai quattro vertici del reticolo principale e saggi stratigrafici che consentiranno di individuare con certezza lo sviluppo planimetrico del villaggio e le aree di maggiore interesse archeologico. Solo successivamente verranno iniziate le operazioni di scavo archeologico. All'ingresso dell'area, dopo gli opportuni saggi archeologici, è prevista la realizzazione di una struttura edilizia di piccole dimensione seminterrata, a cui si accederà attraverso una rampa che supera il dislivello di circa sei metri tra la strada urbana ed il piano degli scavi. Le funzioni da inserire all'interno della struttura sono di tipo didattico, scientifico e di servizio. E' previsto un punto di ristoro attrezzato e collegato ad una piccola sala polifunzionale, utilizzabile all'occorrenza, come sala proiezioni e sala didattica per lezioni pratiche collettive. Nell'area del Parco verranno predisposti percorsi di visita a tre diverse quote, consentendo quindi la lettura dei manufatti archeologici, sia nel loro andamento planimetrico sia nei dettagli dello scavo. Un percorso attrezzato si svilupperà lungo il ciglio dello scavo e, per consentire un ampliamento dell'area, sarà realizzato con sistemi provvisori in legno. Altri percorsi sono previsti a quota intermedia e alla quota antica. Il progetto prevede la realizzazione di strutture didattiche e divulgative per un Museo all'aperto e vari percorsi culturali per i visitatori (cronologici, tematici, topografici), con supporti saranno presentati, oltre ad un grande plastico con la distribuzione degli insediamenti, una delle grandi capanne esplorate ricostruita a grandezza reale con tutto il suo arredo.
La necessità di consolidare le pareti dello scavo archeologico e la contemporanea scelta di utilizzare sistemi naturali di contenimento e consolidamento delle scarpate, ha orientato l'intervento verso l'uso di palificate in legno di castagno a formare terrazzamenti di m. 1.00 e di geostuoie tridimensionali per proteggere i pendii dall'azione erosiva provocata da acque di ruscellamento. La realizzazione di questi terrazzamenti consentirà, attraverso strutture di legno opportunamente trattate, di attrezzare ampie superfici per la seduta, definendo degli ambiti per attività didattiche all'aperto .Si propone in alcune parti dell'area la ricostruzione ambientale con colture simili a quelle protostoriche e con scelte di arbusti della stessa specie di quelli riscontrati negli scavi e utilizzati dalle popolazioni primitive. L'organizzazione di un "orto sperimentale" permetterà di verificare alcune tecniche antiche (rotazione delle colture, concimazione, ecc.). Ogni specie sarà corredata da pannelli esplicativi. Questo "Museo delle colture" sarà un continuo work in progress. Per la protezione degli scavi è previsto il montaggio di una copertura in membrana con linee isometriche (tensostruttura). La struttura portante principale è formata da una membrana che è rinforzata da funi di bordo di acciaio ed è supportata, lungo il perimetro, da 4 piloni a forma di V e, sull'asse di simmetria, da un pilone principale a forma di A.

La verità è che ad oggi, quella zona, tutto sembra, tranne che un “tesoro storico”…fiancheggiata esternamente da qualche rifiuto, delimitata da inguardabili grate di ferro, curata il minimo necessario, rischia di allagarsi e (ri)scomparire ad ogni pioggia…poco valorizzata, molti Nolani, come molti abitanti delle zone limitrofe non ne conoscono nemmeno l’esistenza!

Purtroppo costernati dobbiamo constatare che l’incuria e la negligenza di chi è preposto a vigilare , valorizzare e conservare beni della comunità ci sta privando , ancora una volta , di un pezzo della Nostra storia.

VincenzoDP