SOTTOCULTURE GIOVANILI 

 

Il “movimento casual” nasce negli anni ’80 nel Regno Unito.

La sua origine va ricercata nelle “terrace”, ovvero le curve degli stadi inglesi, frequentate dai ragazzi più facinorosi, che cercavano abitualmente il contatto con i tifosi avversari o la polizia.

Questi gruppi erano formati per la maggior parte da Skinhead e Hard Mod.

Ma la troppa eccentricità dell’abbigliamento Skins, faceva si che questi venivano facilmente localizzati e di conseguenza repressi.

 

Nacque così il bisogno di adottare un look di basso profilo, senza segni di riconoscimento, in modo da non essere notati ed avere più chance di mimetizzarsi con i tifosi “normali”.

Secondo gli esperti il movimento nasce nel Nord dell’Inghilterra, a Liverpool più precisamente, dove spadroneggiavano marche come Fila, Sergio Tacchini, Ellesse e Lacoste, importate in patria, grazie alle decine di trasferte calcistiche fatte in Italia e Francia.

Intanto il “fenomeno casual” cominciava a diventare una vera e propria sottocultura, con alla base due “regole” fondamentali: vestirsi in stile ed azioni allo stadio. Nel corso degli anni, alle marche citate prima, si aggiunsero, anche: Burberry e Aquascutum (per il “quadrettato”), anche Stone Island, C.P. Company e Fred Perry.

Il “movimento” fece il suo esordio in Europa una decina di anni dopo, soprattutto in Francia, Olanda, Lussemburgo, Belgio e Germania. La terza ondata invece colpì quei paesi dove stava imperversando il fenomeno “ultras”, soprattutto in Italia, Grecia, Serbia e Croazia.

Qui si nota però uno strano legame tra le sottoculture “ultras” e “casual”, infatti, pur mantenendo gli “striscioni” (uno degli infiniti simboli del movimento), viene adottato furbescamente uno stile casual, così da non dare troppo nell’occhio ed essere il meno possibili riconosciuti.

In Italia il vero boom si ebbe tra la alla fine degli anni ’90 ed i primi decenni del 2000, logicamente le prime ad essere colpite furono le grandi città Roma, Milano e Verona, seguite a ruota da Genova e Torino, alle quali si aggiunse la maggior parte delle città del Triveneto.

Ultimamente il fenomeno è dilagato soprattutto nelle realtà calcistiche italiane, e gruppi “casual” si possono trovare in tutta la penisole e nelle isole. Berretti, polo, camice, jeans, cinta e scarpe da ginnastica, ecco il “prototipo” del perfetto “ragazzo casual”, uno stile, un movimento  apprezzato per la sua sobrietà, adottabile da chiunque preferisce “l’essere” all’ “apparire”! 

VincenzoDP