Questa spiritosa immagine ci mostra come l’umanità non possa evitare malattie e virus vari, soprattutto perché le organizzazioni mondiali ci dicono che il malato è il pianeta.

Dicono lo sia per il cambiamento climatico, ma questo è in sostanza, il punto finale di una serie di attacchi da parte degli uomini.

 

Personalmente credo, come molti scienziati, specialmente americani, che il cambiamento climatico sia una questione in gran parte naturale, derivante da fenomeni astronomici.

Ma chi crede che sia colpa degli uomini, che soluzione propone? Si vuole forse eliminare la presenza umana, cioè buttare il bambino con l’acqua sporca?

Forse no, l’alternativa potrebbe essere eliminare le attività umane, ma credo che anche in questo caso, l’umanità morirebbe comunque di fame, perché non c’è nessuna attività, anche la più primitiva, che non danneggi la terra.

Persino gli animali sono inquinatori, per esempio i bovini emettono gas metano con la ruminazione, i suini hanno escrementi dannosi, come lo sono del resto quelli dei volatili e via, via altri casi, di cui qualcun altro è a conoscenza.

Sappiamo tutti che molte colpe vengono attribuite ai gas serra procurati dai carburanti, ma chi è disposto a rinunciare ai mezzi privati, dato che siamo ancora all’alba della motorizzazione elettrica?

Tuttavia, anche se con l’elettrificazione si risolve un problema, se ne crea un altro forse maggiore, cioè la presenza di molte batterie elettriche che inquinano maggiormente al termine del loro uso.

Se anche qualcuno rinuncia all’auto, rimane la necessità del riscaldamento e del raffreddamento, dell’uso del petrolio a fini diversi, come l’ottenimento di molti prodotti derivati, tra cui, detergenti, plastiche, pellicole per proteggere gli alimenti e tantissimi altri prodotti di cui, per l’uso frequente che ne facciamo, non ci rendiamo immediatamente conto da dove derivano, come la naftalina, per esempio che, come dice il nome, è un derivato della nafta.

A tal proposito, se vogliamo salvare il pianeta, non dobbiamo uccidere nemmeno le tarme. Personalmente, anche se non vorrei essere giudicata assassina o, il che oggi è considerato peggio, razzista, sarei a favore dell’eliminazione completa non solo di tarme, ma di tutto ciò che vi assomiglia, tarli, piattole, zecche, pidocchi……. alla faccia della biodiversità.

In ogni caso non riusciamo a rinunciare perché siamo manipolati da forze molto potenti che godono a livello mondiale dei favori di sovvenzioni miliardarie?

Adriana Galvani - Unipomediterranea