L’OMS (WHO), Organizzazione Mondiale della Sanità, offre corsi gratuiti on line per far fronte alle epidemie che riguardano non solo il Coronavirus, ma altre, anche più gravi malattie in atto, come risulta dal quadro sottostante. 

 

Molte notizie utili per la salute provengono anche dal CDC (Centre Diseases Control) di Atlanta (USA), il centro più specializzato del mondo, legato ai servizi militari statunitensi.

Tutte le notizie di carattere internazionale sono fornite in lingua inglese, francese o spagnola, ma le carte geografiche parlano a tutti. 

Dalla piattaforma Google Maps ricaviamo questa mappa che è forse più analitica di quella del CDC, ma meno immediatamente percepibile

Una mappa creata dagli utenti della piattaforma Google Maps tiene traccia dell’avanzamento delnuovo coronavirus, al secolo Covid-19. Lo strumento interattivo mostra i luoghi nel mondo in cui vi sono casi sospetti e confermati e vittime del virus mortale, che fino a mercoledì 26 febbraio 2020 ha lasciato sulla sua strada quasi 2.800 morti in 40 Paesi colpiti.

Ricorda tuttavia il sito francese per la protezione della salute naturaleAlertes Santé, che nel solo 2019 sono morte solo in Francia 3000 persone per semplici influenze.

Sulla mappa ci sono quattro tipi di badge: un cerchio rosso con un teschio, che indica le vittime della malattia; uno giallo con un punto interrogativo, che si riferisce ai sospetti contagiati; un altro viola con il simbolo di rischio biologico, che indica i casi confermati; e l’ultimo è verde con una x, per tenere conto dei pazienti non contagiati. Inoltre, c’è un chiaro simbolo viola che punta verso la città di Wuhan, in Cina, dove ha la sua origine il coronavirus.

L’eccessiva attenzione sul virus cinese, distoglie lo sguardo da malattie più gravi, che scomparse e, ormai ignote a molti paesi occidentali, stanno falcidiando i paesi poveri; la più pericolosa è il colera, ma, sta risorgendo una malattia simile al vaiolo (smallpox) chiamata monkeypox, derivante dal contatto con animali.

Non emergono sicuramente notizie relative ai migranti, ma al CDC sono arrivate informazioni, taciute agli italiani, di malattie localizzate in Africa e portate da migranti ricoverati in Italia. Si tratta di malattie gravi, ma arrestate,di cui non riusciamo a cogliere il nome impronunciabile o del quale non è stata fatta traduzione, a tutto vantaggio del “corona” che ha un nome fin troppo foneticamente memorizabile.

Anche Ebola è facile da ricordare, ma dovrebbe essere altrettanto facile rammentarne la gravissima pericolosità. Allorché un medico italiano ne fu infettato, venne ricoverato in Italia e si sdrammatizzò subito l’accaduto, sperimentando tutte le cure, dato che non si aveva né vaccino, né mezzi contro la malattia.

Fu salvato e furono così anche dimenticate le morti di altri medici stranieri e delle infermiere italiane ed europee che lasciarono la vita in Africa.

E anche noi non ricorderemo più nulla, fino al prossimo outbreak.

Note

Si imputa alla scarsa igiene dei Cinesi o alle loro abitudini alimentari il diffondersi di questa malattia. Non scandalizzi il fatto che i Cinesi non usano la carta igienica (un economista-ambientalista disse anni fa che nessuno potrebbe immaginare cosa succederebbe all’ambiente se anche i Cinesi usassero la carta igienica), ma almeno usano l’acqua; nei paesi più poveri dell’Africa, dando fiducia a chi vi ha vissuto, non si usa né l’una, né l’altra.

Adriana Galvani UNIPOMEDITERRANEA