Cara Greta

Innanzitutto, permettimi di chiamarti Creta (Crete), e farti sentire più vicina alla terra, al globo che tanto ami.

Di creta si dice sia fatto l’uomo, quindi tutti noi, chi più chi meno, amiamo la terra.

 

Ammiriamo quindi non solo te, ma tutti i giovani e meno giovani che si mobilitano per il futuro non solo dell’umanità, ma di tutto il creato… anche dei sassi e delle zanzare.

Non sono più giovane, ma sempre ho pensato all’ambiente, anche quando il cambiamento climatico non era all’ordine del giorno. Non posseggo un’auto, né una moto, vado solo in bicicletta ed uso i mezzi pubblici per le grandi distanze, oltre a camminare tanto, tanto. Risparmio sull’acqua, sul cibo, non butto mai niente, non uso condizionatori o asciugatrici, asciugo anche i capelli al sole d’estate e faccio la doccia fredda.

Bevo acqua naturale, guardo poco la televisione ed uso poco l’aspirapolvere, non uso ascensori e d’inverno metto anche in casa una maglia in più, ma certamente uso la lavatrice perché si dice consumi meno acqua che lavare a mano e nelle giornate fredde non posso evitare il riscaldamento, perché l’alternativa sarebbe la malattia che costerebbe di più all’ambiente.

Faccio tutto questo perché più che il riscaldamento globale mi interessa il risparmio di tutte le risorse, che sono limitate, e non solo dell’energia.

Più che l’aumento delle temperature mi preoccupa l’aumento demografico con il relativo aumento dei consumi e il conseguente maggior impoverimento delle aree fin troppo povere, perché la torta è una sola e le risorse, quelle sono.

Detto questo, ti chiedo se tu o la tua famiglia usate l’automobile, il treno, il bus, l’aereo, se vai a piedi e quante decine di chilometri fai al giorno, se usi il riscaldamento (infatti mi preoccupo perché abiti al nord dell’Europa); mi chiedo se geli nella tua casa e muori di caldo d’estate (ma al nord non si muore mai di caldo).

Consumerai pure le scarpe e gli abiti che sono fatti nelle industrie che consumano tanta energia, userai pure qualcosa di pelle che deriva dai ruminanti che emettono tanto metano, mangerai pure qualcosa, cucinerai i cibi, se lo fai con il legno inquini ancora di più, se usi le scarpe di plastica e gomma che tanto piacciono ai giovani, sai benissimo che per produrle vengono sfruttati bambini poveri in paesi poveri, con una paga ancor più povera. Loro non hanno i soldi per comprare libri,  per fare carta si usa molta acqua e per riciclarla si usano prodotti candeggianti e l’inchiostro inquina. Non mangiano cibi in scatola e tu? Mangi solo prodotti naturali, acqua naturale, niente bibite, niente dolci, mangi senza piatti, senza posate e senza bicchieri? Anche per questi si usano macchine e mezzi di trasporto. Si inquina anche con i mezzi pubblici.

Anche respirare inquina. Che ci consigli, di non respirare?

Anche il Papa che ha preso il nome del fugale Francesco, non vive come il noto frate sul pavimento di una grotta, con un sasso come cuscino, ma mantiene residenze di lusso e un apparato gigantesco di nulla facenti; veste di bianco che deve esser lavato tutti i giorni e si fa trasportare da auto di lusso, viaggia in aereo privato.

Con la saggezza dei vecchi, consiglio a tutti i giovani di studiare, studiare, studiare, ricercare, scoprire, inventare soluzioni ai problemi, non blaterare come fanno tutti quelli che voi contestate.

Nella lingua che tu consoci ti dico: “Solve the problems to make the world better”, nella mia lingua ti dico:

Non si contesta con la stessa tecnica dei contestati e siccome siamo in un mondo globalizzato ti dico nel mio dialetto padano: “Ans cuntesta brisa cum a fà quei ka cuntesté”.

Ciao Adriana