Il 22 maggio si svolgerà a Napoli, al Palazzo Reale, il Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS), dal titolo “Disegniamo il futuro. Cambiamo il presente”, con il logo: “Per dare un futuro alla vita e valore al futuro”.

Lo sviluppo sostenibile costituisce uno dei progetti più ambiziosi della Commissione delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), nato dalla Conferenza per lo Sviluppo del 1972 e canonizzato dalla definizione Brundtland: “Lasciare alle generazioni future quello che le generazioni passate hanno lasciato a noi”.

 

 

Non è un concetto inteso in senso materialistico integrale, ossia, se non possiamo lasciare un determinato quantitativo di risorse che abbiamo usato e che non sono più rinnovabili, significa che dobbiamo lasciare risorse ed energia alternative, che funzionino da succedanei di ciò che non è più rigenerabile, come il petrolio.

Da quella conferenza, attraverso le varie Conferenze della Terra, organizzate dall’ONU ogni 10 anni, da quelle di Rio de Janeiro del 1992 e del 2012, più quella di Johannesburg del 2002, alla prossima del 2022, gli Stati nazionali sono stati coinvolti nell’organizzazione di nuovi concetti e sistemi di vita, tesi alla salvaguardia dell’ambiente, di tutte le sue risorse, come di tutte le forme viventi, dalle animate alle inanimate.

All’interno di questa problematica, sono stati ideati progetti mirati e temporalmente definiti, onde accelerare uno sviluppo totale del mondo che non progredisce mai al livello desiderato. Quindi un primo grande contenitore di proposte fu chiamato Millennium Development Goals (MDGs), in italiano Le mete dello Sviluppo del Millennio, in quanto iniziato nel 2000 e terminato nel 2015. Il MDGs era fondato su 8 punti da sviluppare e i risultati sono stati apprezzabili, ma non esuastivi. Ne è nata quindi una sorta di continuazione o di correzione forse, della stessa durata di un quindicennio, chiamata Agenda 2030, ossia il programma dello sviluppo che  dal 2015 arriverebbe al 2030.

Ora siamo già avviati sulla nuova direttrice, con il vantaggio che gli Stati divengono sempre più attivi, per i costi dell’esaurimento delle materie prime e l’aggravamento dell’inquinamento, mentre contemporaneamente, i cittadini divengono progressivamente più coscienti e competenti della materia e delle sfide del millennio.

Dalla finalità di raggiungere 8 obiettivi di massima, inclusi nel MDG, tra cui la riduzione della fame, della mortalità infantile, della riduzione delle malattie, all’empowerment del cittadino, si è passati alla mira di 17 punti stabiliti da Agenda 2030.

Gli otto obiettivi del MDG (2000-2015):

  1. Eliminare la povertà e la fame estrema
    2. Realizzare l'istruzione primaria universale
    3. Promuovere l'uguaglianza di genere e dare potere alle donne
    4. Ridurre la mortalità infantile
    5. Migliorare la salute materna
    6. Combattere l'HIV / AIDS, la malaria e altri disturbi
    7. Garantire la sostenibilità ambientale
    8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo

 

I nuovi 17 obiettivi per il 2030 (2015-2030):

  1. Eliminare ovunque la povertà in tutte le sue forme
  2. Eliminare la fame, ottenere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l'agricoltura sostenibile
  3. Assicurare una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età
  4. Garantire un'istruzione di qualità, inclusiva ed equa e promuovere le opportunità di apprendimento lungo tutto l'arco della vita per tutti
  5. Realizzare l'uguaglianza di genere e dare potere a tutte le donne e le ragazze
  6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e della sanità per tutti
  7. Garantire l'accesso a energie accessibili, affidabili, sostenibili e moderne per tutti
  8. Promuovere la crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, l'occupazione piena e produttiva e il lavoro dignitoso per tutti
  9. Costruire infrastrutture resilienti, promuovere un'industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l'innovazione
  10. Ridurre la disuguaglianza all'interno dei paesi e tra paesi diversi
  11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili
  12. Garantire modelli di consumo e di produzione sostenibili
  13. Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico ei suoi impatti
  14. Conservare e utilizzare sostenibilmente gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile
  15. Proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in maniera sostenibile le foreste, combattere la desertificazione e arrestare e invertire la degradazione del suolo e arrestare la perdita di biodiversità
  16. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, fornire accesso alla giustizia per tutti e creare istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli
  17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rivitalizzare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile

 Adriana Galvani  Unipomediterranea