Dal nord al sud è un continuo bloccare, restringere e, insieme, spaventare (forse anche troppo), tutte le persone, chiudere le attività economiche, impedire gli incontri sociali e le riunioni educative.

Dopo i primi attimi di stupore e spavento, siamo forse giunti a pensare che si tratti di una vera  e propria guerra, una guerra batteriologica, come solo, fino ad ora, si era letto nei libri di fantascienza.

 

Non si può sapere e, se qualcuno lo sa, non lo dice, che cosa abbia scatenato un tale terrore.

Una pestilenza del genere sconvolge usi, costumi, abitudini, regole di vita del mondo intero. Sconvolge anche i giudizi dei buonisti, i quali, terrorizzati dal solo sentire la parola razza, adesso diventano più razzisti dei razzisti perché agiscono in preventiva sulle intenzioni delle persone.

Ciò che forse ci terrorizza è il limite alla libertà personale.

E’ stato vietato agli Italiani in vacanza di scendere dalle navi e dagli aerei, e si è attuato un razzismo regionale, persino di città, non solo continentale.

Questo però non fa desistere dall’accettare migranti dal continente africano che è da anni una conclamata colonia cinese, con tutte le attività economiche in mano orientale.

Per di più, l’Africa non ha né le strutture, né i mezzi, per combattere alcunché, tantomeno l’attenzione a possibili sconosciute malattie. Così il Sud Italia è stretto tra i casi del nord e i possibili dal sud con sbarchi ingenti che continuano, come se niente fosse, a premere.

I virologi mettono in guardia, così il governatore della Sicilia ha chiesto la quarantena per 14 giorni sulle navi degli scafisti, al che, Leoluca Orlando ha posto l’obiezione che ciò avvenga solo in caso di conclamata infezione.

E chi va a controllare se c’è infezione? 

Così lo Stato italiano, che ha sfoderato tutti i suoi sanitari, i suoi addetti, ha riempito tutti gli ospedali - mentre i suoi cittadini hanno svuotato i supermercati - deve mandare uomini e mezzi su una nave straniera con pericolo di contagi, dato che è stato già dichiarato un morto in Egitto.

Certamente nessun dittatore africano si premurerà mai di informarsi e di informare, tantomeno i Libici.

Se si devono salvare i naufraghi, perché non riportarli da dove sono partiti, come hanno fatto gli altri con noi, anzi, senza riportarci, ma ri-spedendoci in malo modo?

Gli Italiani non possono nemmeno andare al cinema, a scuola, in treno, si sono persino bloccati gli eventi,  a Bologna anche la fiera della cosmetica, la più grande del mondo, che lo scorso anno accoglieva 650 mila visitatori o la fiera del libro che ospita eventi e concorsi internazionali.  

Si impediscono da oggi, in tutto l’arco del nord, persino le riunioni di condominio, mentre si mandano i nostri sanitari, impegnati fino al collo e preoccupati fino all’inverosimile, su navi di persone che, non soggette a raffreddori di stagione, non hanno nemmeno difese contro una semplice influenza, quindi, oltremodo attaccabili.

Per chiudere, ricordo che proprio ieri sono partiti dall’Emilia degli amici studenti universitari siciliani, richiamati dai genitori a casa, ma già prima di arrivare si segnalava un morto a Palermo.

Adriana Galvani