Il giorno 11 novembre si è svolto a Roma un evento significativo che ha visto il governo del Bahrain  siglare un accordo con l’Università La Sapienza. Presso il Park Hotel Marriott, dove si è svolta la cerimonia della firma, è stato indetto un convegno internazionale ed esposta  la fiera dei circoli culturali dello Stato del Golfo.

Durante la conferenza e negli stands, sono stati offerti con sentita gentilezza e sorrisi molti curiosi gadgets. La serata si è conclusa con una sontuosa cena offerta a centinaia di invitati, allietata dall’orchestra nazionale del Bahrain e con la simulazione di una cerimonia di matrimonio tradizionale.

Una nutrita delegazione del piccolo regno ha esposto in una conferenza interazionale gestita da EGIC (Euro-Gulf Information Centre)  i processi politici, di pace e cultura intrapresi dal governo. EGIC è una iniziativa finalizzata alla costruzione di una strategia di cooperazione sociale, politica, culturale ed economica tra Europa e Golfo Arabico. E’ stata istituita a Roma il I Ottobre 2015 come associazione, che si è evoluta sempre più internazionalmente, per incrementare le relazioni economico-politiche-sociali tra Oriente e Occidente.

Tutti gli eventi in Italia si sono svolti alla presenza del giovane principe Nasser della dinastia Al Khalifa. L’erede è noto alla cronaca per la sua apertura al moderno, per il suo amore per tutti gli sport, ha infatti inserito il circuito automobilistico nelle competizioni di Formula 1 con  il GULF AIR BAHRAIN GRAND PRIX e il MENA Rally di moto, il festival di Rugby ed altri numerosi eventi.

Nell’esposizione, e durante la conferenza, è stata messa in risalto la coesistenza pacifica che è stata instaurata nel paese tra le varie etnie e le differenti religioni, da quella cristiano-cattolica e dei protestantesimi, alla buddista, manifestando la fermezza del governo contro gli estremismi violenti.

 Questo perché il paese si vuole mettere in luce come faro di pace tra Occidente  e Oriente, favorito dalla sua posizione di arcipelago quasi al centro del Golfo.

A tal fine, ha rafforzato il sistema giudiziario e sta portando avanti una politica di parità che vede, in primo luogo, il raggiungimento dell’equità uomo-donna. Da alcuni decenni questo percorso ha portato ad un numero maggiore di donne negli istituti educativi e le donne al governo, passando per la via dei ranghi alti del sistema bancario-finanziario, itinerario intrapreso per la prima volta nel 1970 dalla principessa Sabeeka. Il risultato è che oggi nella banca centrale ben il 44% degli impieghi è coperto da donne. Ciò si sta affermando a livello mondiale, in quanto anche in Giappone, l’elemento femminile sembra più adatto ai contatti interpersonali che sono decisivi nelle operazioni delicate, come gli investimenti.

La strada della finanza è la strada verso il futuro nei paesi del petrolio che stanno assistendo, assieme ad una riduzione delle riserve, all’introduzione allargata di nuove fonti di risorse energetiche. E’ significativo che uno degli edifici più moderni ed imponenti venga alimentato a forza eolica.

L’allargamento alla finanza internazionale avviene sotto gli auspici di Londra, dato che il paese è stato protettorato inglese.

La finanza è forse la strada più consona al futuro degli Stati del Golfo che hanno avuto eccessi di liquidità che devono trovare un posto protetto ai petrodollari, dato che non potranno che diminuire nel futuro.

Adriana Galvani -Mediterranea libera università popolare-